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10-05-2022

Prezzi degli affitti in netta crescita ad aprile: +1,5%. Scopri i canoni nella tua città

Il mese di aprile si chiude con un netto aumento mensile dei canoni pari all’1,5%, per un prezzo medio che si attesta a 11,4 euro al metro quadro. Secondo l’indice dei prezzi elaborato da idealista, portale immobiliare leader per sviluppo tecnologico in Italia, la richiesta da parte dei proprietari è aumentata del 2.9% su base annuale.

Capoluoghi

Tendenza più contrastata a livello di capoluoghi con una leggera prevalenza - 46 su 88 centri monirati - di città con prezzi degli alloggi in affitto in aumento. Gli incrementi più pronunciati sono quelli di Avellino e Massa, rispettivamente aumentati del 15,2% e dell’11,4%, seguite da Campobasso (9,2%), Ascoli Piceno (9%), Cosenza (8,3%), Catanzaro (7,3%), Rovigo (6%) e La Spezia (5,9%). Il resto dei centri segnano incrementi inferiori al 5 per cento, fra questi anche i principali mercati delle locazioni come Torino (4,1%), Cagliari (3,9%) e Palermo (1,2%).

Prezzi dei canoni stabili a Roma e Milano ad aprile, ma in calo del 2,2% nella Capitale negli ultimi 12 mesi, mentre nel capoluogo meneghino sono saliti del 13% nello stesso periodo. Sul versante opposto, Genova (-0,1%), Firenze (0,4%), Napoli (-1,3%) e Bologna (-1,5%) sono i principali capoluoghi di regione in terreno negativo. Rimini (-5,9%) e Siena (-5,8%) sono le città che segnano il calo maggiore dei canoni di locazione ad aprile. Milano si distingue come il capoluogo con gli affitti più salati con un prezzo di 20 euro/m2. Seguono Firenze (15,5 euro/m2), Venezia (15,4 euro/m2) e Bologna (14,7 euro/m2). Roma e Napoli si attestano rispettivamente al 13,3 e 11,1 euro mensili. Vibo Valentia, invece, è il centro con l'affitto più economico d’Italia con 4,6 euro/m2, seguita da Agrigento e Chieti (4,8 euro/m2 per entrambe).

Province

La tendenza provinciale dei prezzi vede una netta prevalenza di province con canoni di locazione (in) aumento, 72 sulle 104 prese in analisi. Dieci province guidano con incrementi a due cifre, dal 24,2% di Belluno al 10,2% di Macerata passando per il 17,4% di Rimini; la variazione dell’offerta di affitti brevi in queste macroaree influenza i dati riportati in questo report. All’opposto, Vercelli (-6,6%) ed Enna (-6,2%) guidano la classifica delle 32 province in terreno negativo a febbraio. Cali in altre 29 province comprese tra il -4,2% di Benevento e il -0,2% di Mantova.

Lucca è la provincia italiana più cara con 23,4 euro mensili necessari per l’affitto di un’abitazione; la seguono Rimini (22,6 euro/m2) e Ravenna (22 euro/m2). Milano (18,6 euro/m2) è quinta nel ranking dei valori provinciali, Firenze (14 euro/m2) nona, Roma (12,7 euro/m2) solo quindicesima. Di contro, Caltanissetta (4,4 euro/m²) si conferma essere la provincia più economica, davanti ad Enna (4,8 euro/m²) ed Avellino (5 euro/m2).

Regioni

Il prezzo degli affitti è in ripresa in 14 regioni su 20, con i rialzi maggiori concentrati in Molise (8,8%), Calabria (5,2%) e Sardegna (3,2%). Andamenti positivi in altre 11 zone, dalla Liguria (2,8%) al Lazio (0,7%). Affitti stabili rispetto al mese di marzo in Lombardia e Marche. Quattro regioni registrano invece variazioni negative, si tratta di: Valle d’ Aosta (-3,9%), Umbria (-1,5%), Friuli-Venezia Giulia (-1,3%) e Puglia (-1,2%).

La Lombardia (15,4 euro/m2) è la regione più cara, seguita da Toscana (14 euro/m2) e Valle d’Aosta (13,9 euro/m2). Anche Trentino-Alto Adige (13,4 euro/m2), Lazio (12,3 euro/m2) ed Emilia-Romagna (11,9 euro/m2) presentano valori di affitto superiori rispetto alla media nazionale.

Sul fronte opposto, la regione più economica dove affittare una casa è il Molise (6 euro/m2), che precede Calabria e Umbria (entrambe con un prezzo medio di 6,4 euro/m2).

L'indice dei prezzi degli immobili idealista Per la realizzazione dell'indice dei prezzi degli immobili di idealista vengono analizzati i prezzi di offerta basati sui metri quadri costruiti pubblicati dagli inserzionisti della piattaforma. Le inserzioni atipiche e le inserzioni con prezzi fuori mercato vengono eliminate dalle statistiche. Includiamo la tipologia di case unifamiliari (ville) e scartiamo immobili di qualsiasi tipologia che non hanno ottenuto interazioni da parte degli utenti per molto tempo. I dati finali vengono generati utilizzando la mediana di tutte le inserzioni valide in ciascun mercato.

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