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"Soddisfare le vostre esigenze è il nostro successo"

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24-11-2020

Imu 2020, scadenza del saldo e calcolo della seconda rata

Il 16 dicembre è la scadenza per il pagamento del saldo Imu 2020. La seconda rata dovrà essere versata dai proprietari di prime case di lusso e di immobili diversi dall'abitazione principale. Vediamo tutto ciò che c'è da sapere sul saldo Imu 2020 e sul calcolo della seconda rata

Saldo Imu 2020

Il 16 giugno è stato il termine ultimo per il versamento dell'acconto Imu 2020La prima rata è stata pari al 50% dell'importo complessivamente pagato per l'Imu e la Tasi 2019.  Dal 2020 infatti la Tasi e la vecchia Imu sono andate in pensione per essere sostituite dalla nuova Imu 2020 o Super Imu. Per quanto riguarda la scadenza del saldo Imu 2020, questa è fissata al 16 dicembre.

Le aliquote

Per il saldo dell'Imu 2020 dovranno essere utilizzate le aliquote approvate dal Comune con delibera trasmessa al MEF entro il 31 ottobre 2020 e pubblicata entro il 16 novembre 2020. Se il Comune non ha elaborato nessuna nuova delibera Imu 2020, la seconda rata Imu 2020 del 16 dicembre prossimo dovrà essere pari alla metà di quanto pagato nel 2019 per Imu e Tasi (sarà quindi uguale a quanto corrisposto per la prima rata)

La Circolare Mef del 18 marzo è molto importante perché spiega che in caso di una mancata pubblicazione delle delibere si applicano le aliquote e le detrazioni Imu vigenti nel comune per l'anno 2019. 

Il calcolo dell'Imu 2020

Per il calcolo dell'Imu 2020 bisogna:

  •  partire dalla rendita catastale
  •  rivalutarla del 5% 
  • moltiplicare la rendita rivalutata per il coefficiente di ogni immobile è dovuto il pagamento
  • moltiplicare il risultato così ottenuto per le aliquote deliberate da ogni singolo Comune.

Per il pagamento della seconda rata o saldo Imu 2020 si può utilizzare il modello F24 reperibile presso gli sportelli bancari e gli uffici postali. Nel modello F24, bisogna compilare la "sezione Imu e altri tributi locali" e gli importi da versare si indicano nella colonna "importi a debito versati". Il pagamento può avvenire anche online, oppure attraverso gli intermediari fiscali abilitati (commercialisti e consulenti fiscali).

Prima casa e seconda casa

L'Imu 2020 si deve pagare sulla prima casa di lusso e sulla seconda casa. La casa adibita ad abitazione principale non paga la seconda rata dell'Imu 2020, a pagare infatti sono le case considerate di lusso che rientrano nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, ovvero case signorili, ville e castelli. Se l'immobile di proprietà rientra in una di queste categorie, allora l'Imu si paga con un'aliquota del 4 per mille. Ma in questo caso si ha anche diritto a una detrazione sulla prima casa, il cui importo viene stabilito dal Comune di appartenenza con una specifica delibera.

L'esenzione è prevista quando l'immobile adibito ad abitazione principale rientra in una di queste categorie catastali:

  • A/2 abitazioni di tipo civile;
  • A/3 abitazione di tipo economico;
  • A/4 abitazioni di tipo popolare;
  • A/5 abitazioni di tipo utrapopolare;
  • A/6 abitazioni di tipo rurale;
  • A/7 abitazioni in villini.

La seconda rata o saldo Imu 2020 deve essere corrisposta anche dai proprietari di seconde case. In particolare sono tenuti al pagamento dell'imposta sulla seconda casa:

  • possessori di immobili, terreni e aree fabbricati a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione o diritto di superficie;
  • assegnatari della casa coniugale in seguito a separazione, divorzio o annullamento del matrimonio, ad eccezione della prima casa;
  • concessionari di aree demaniali;
  • locatori in caso di leasing immobiliare.

Cancellazione della seconda rata per il coronavirus

I provvedimenti economici approvati dal governo negli ultimi mesi per l'emergenza coronavirus hanno comportato anche la cancellazione dell'Imu per diverse categorie di immobili. 

Il decreto agosto ha previsto la cancellazione della seconda rata Imu per le seguenti tipologie di immobili:

  • stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, immobili degli stabilimenti termali;
  • immobili rientranti nella categoria catastale D/2 e relative pertinenze e installazioni funzionali, come agriturismi, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna, colonie marine e montane, affittacamere per brevi soggiorni, case e appartamenti per vacanze, bed & breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate;
  • immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni;
  • immobili rientranti nella categoria catastale D/3 destinati a spettacoli cinematografici e teatrali, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate;
  • immobili destinati a discoteche, sale da ballo, night-club e simili, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate.

Gli immobili appartenenti alle categorie catastali D/2 e D/3 e discoteche, sale da ballo e night club non devono pagare il saldo Imu 2020 se il proprietario della struttura si occupa anche della gestione dell’attività. Per la categoria catastale D/3 (teatri, cinema, sale per concerti e spettacoli e simili) l’IMU non sarà dovuta per gli anni 2021 e 2022, sempre nel caso in cui gestore e proprietario siano la stessa persona.

Il decreto Ristori ha cancellato la seconda rata Imu per

  • I titolari della attività colpite dalle chiusure e dalle limitazioni di orario imposte dal Dpcm del 24 ottobre, come bar, ristoranti, palestre e sale giochi. L'abolizione è concessa ai proprietari di immobili che siano anche gestori delle attività esercitate nei suddetti immobili.

Il decreto Ristori bis ha invece cancellato la seconda rata Imu 2020

  • per quegli immobili e le relative pertinenze dove si svolgano le attività riferite dai codici ATECO riportati nell'allegato 2 del suddetto decreto.

  •  solo per gli immobili i cui i relativi proprietari siano anche gestori delle attivita' ivi esercitate

  • sempre quando gli immobili siano ubicati nei comuni delle aree del territorio nazionale, caratterizzate da uno scenario di massima gravita' e da un livello di rischio alto, individuate con ordinanze del Ministro della salute adottate ai sensi dell'articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 novembre 2020 e dell'articolo 30 del presente decreto.

16-11-2020

Legge di bilancio 2021, il testo in pdf: dalle pensioni alla proroga dei bonus casa

Ê già disponibile in pdf il testo della Legge di Bilancio 2021. La bozza approvata dal Consiglio dei Ministri dovrà passare per il vaglio del Parlamento. Vediamo quali sono le misure più importanti della legge di Bilancio 2021 come le pensionila riforma fiscale, la cig e la proroga dei bonus facciate e ristrutturazioni, tra gli altri.

La bozza del testo della Legge di Bilancio 2021 porta la firma del Ministero delle Finanza ed è composta da 243 articoli, suddivisi in 21 capitoli per uno stanziamento economico di circa 38 miliardi. 

PDF icon Legge di Bilancio 2021

Legge di bilancio, le pensioni

Per quanto riguarda il capitolo pensioni, nella legge di bilancio 2021 è prevista la proroga di un anno dell'Ape sociale con un ampliamento della platea ai lavoratori fragili, l'estensione di quota 41 alle categorie di lavoratori in particolare fragilità. Prevista anche la proroga dell'opzione donna.

Blocco dei licenziamenti

Previsto il blocco dei licenziamenti fino al 31 marzo 2021 indipendentemente dal numero dei dipendenti dell'impresa

Reddito di cittadinanza

Aumentano i fondi destinati al reddito di cittadinanza. In particolare vi è un aumento di: 196,3 milioni di euro per l'anno 2021, 473,7 milioni di euro per l'anno 2022, 474,1 milioni di euro per l'anno 2023, 474,6 milioni di euro per l'anno 2024, 475,5 milioni di euro per l'anno 2025, 476,2 milioni di euro per l'anno 2026, 476,7 milioni di euro per l'anno 2027, 477,5 milioni di euro per l'anno 2028 e 477,3 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2029".  

Stanziamento per la Cig

Nel testo della legge di Bilancio 2021 è previsto uno stanziamento di ulteriori 5,3 mmiliardi di euro per rifinanziare dodici settimane di cassa integrazione nel 2021. Le dodici settimane devono essere collocate tra il 1º gennaio 2021 e il 31 marzo 2021 per la Cassa integrazione ordinaria e tra il primo gennaio 2021 e il 30 giugno 2021 per la Cig in deroga. Per i datori di lavoro che non facciano richiesta della Cig è riconosciuto un esonnero del versamento dei contributi previdenziali per un periodo massimo di otto settimane fino al 31 marzo 2021.

Assegno unico e bonus bebé nel 2021

Nel 2021 farà il suo debutto l'assegno unico grazie a uno stanziamento di tre miliardi aggiuntivi nel 2021 e di 5,5 miliardi a partire dal 2022. Ma il prossimo anno resta in vigore anche il bonus bebé per tutti i bambini nati o adottati dal primo gennaio al 31 dicembre 2021. Inoltre per le famiglie è prevista anche una proroga del congedo di paternità di 7 giorni.

Riforma fiscale

Per dare attuazione alla riforma fiscale viene istituito un Fondo con una dotazione di 2.500 milioni di euro per l'anno 2022 e 1500 di euro a partire dal 2023. Viene anche istituito un "fondo denominato Fondo per la fedeltà fiscale.

Prororoga dei bonus per la casa

Un capitolo importante della legge di bilancio 2021 sarà la proroga dei bonus per la casa, dalla proroga del bonus facciate a quello per le ristrutturazioni, passando per l'ecobonus, il bonus mobili, il sismabonus e il bonus verde. Ancora nessuna notizia per l'ecobonus 110% la cui proroga, possibile fino al 2024, dovrebbe arrivare con i fondi del Recovery Fund

Affitti brevi

Un capitolo del testo della legge di Bilancio 2021 è dedicata agli affitti brevi. La possibilità di usare la cedolare secca al 21% sarà riservata a chi affitta non più di quattro appartamenti per regime d'imposta. Stesso limite per gli intermediari immobiliari e i portali online.

Pagamenti elettronici

La lotteria per gli scontrini sarà limitata ai soli pagamenti elettronici. Inoltre i rimborsi che arriveranno per chi utilizza carte di credito per gli acquisti sarà esentasse.

15-11-2020

Il covid non frena il mercato degli immobili per la logistica

Il Covid-19 non frena l’innovazione e l’evoluzione che negli ultimi anni caratterizzano il mondo della logistica, ma anzi funge da acceleratore. Questo è quanto è emerso dalla ricerca dell'Osservatorio Contract Logistics "Gino Marchet" della School of Management del Politecnico di Milano, che si è focalizzata proprio sull'andamento dell'immobiliare logistico.

All'evento ha preso parte anche World Capital che ha analizzato come si stia muovendo l’offerta degli spazi per rispondere alla domanda e alle diverse esigenze di mercato. Secondo i dati emersi dall’ultima edizione del Borsino Immobiliare della Logistica, redatto da World Capital in collaborazione con Nomisma, l’andamento del mercato immobiliare logistico italiano risulta in positivo.

Negli anni, precisamente dal 2006, si assiste ad una generale ripresa dei valori immobiliari, che oggi si attestano stabili in quasi tutte le aree d’Italia. Tuttavia, in alcune città prime, come Milano e Roma, il trend è in leggera risalita, questo dovuto sia alla qualità e all’unicità del prodotto, sia alla domanda che in tali zone risulta maggiore dell’offerta. Firenze, invece, si riconferma prime rent nazionale con un canone di locazione medio per il nuovo di 60 euro/m2 all'anno e 51 euro/m2 all'anno per l’usato.

Spostandoci sulle tendenze della filiera, è emerso che la pandemia sta influenzando la trasformazione degli immobili logistici, con modalità diverse a seconda della tipologia di magazzino. Spazio a Factory Warehouse (magazzini annessi a fabbriche), Logistics Center (impianti di grandi dimensioni produzione/distribuzione), Distribution Center (impianti aziende retail per rifornimento punti vendita), Fulfillment Center (impianti operatori e-commerce) e altre tipologie a supporto dell’attività di trasporto, come i Transit Point (centri smistamento/consolidamento merci) e Last Mile (piattaforme di trasporto/ribalte corrieri di prossimità), quest’ultimi tra i tagli principali che costellano le grandi città metropolitane italiane.

L’ultimo semestre ha inoltre sottolineato la grande importanza che la logistica ha acquisito anche per il comparto retail, che anziché esternalizzarlo ora lo segue internamente. Oggi infatti si punta ad avere una rete distributiva più capillare: non spariscono i grandi centri lungo le autostrade, dove il terreno costa poco e gli spazi sono ampi, ma progressivamente crescono i magazzini più piccoli situati vicino alle città.

Secondo Andrea Faini, Ceo di World Capital. “La pandemia non ha soltanto accelerato la spinta verso l’innovazione, ma ha anche contribuito allo sviluppo di nuovi trend. In questi mesi, infatti, abbiamo assistito ad una copiosa crescita dei magazzini di prossimità e dei centri di smistamento. Questo periodo particolare ha inoltre evidenziato come diventi prioritario il posizionamento degli immobili logistici, come per esempio il concetto del last mile, oltre alla presenza di infrastrutture, per garantire un flow dei servizi fluido e veloce". 

11-11-2020

L'agente immobiliare del futuro

L'AGENTE IMMOBILIARE DEL FUTURO

L’agente Immobiliare del futuro deve essere molto di più di quello che finora è stato, deve avere delle competenze marketing, delle conoscenze giuridiche estimative, insomma la figura è diventata molto complessa e forse più di ieri la mediazione anche se mal percepita dal pubblico, diventa un compenso dovuto e fondamentale per poter reinvestire parte dei profitti in aggiornamenti, formazione, e prodotti digitali per la semplificazione della Professione.

10-11-2020

Affitti brevi: le strutture extra alberghiere sono la chiave per ripartire dopo il covid

Una crisi può essere il momento favorevole per accendere i riflettori su nuove opportunità. Anche con la crisi covid questo è successo: è stata infatti l’occasione per il settore degli affitti brevi di costituirsi in associazione per poter comunicare alle istituzioni la propria capacità di creare valore per l’economia italiana. Nasce così Aigab, Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi, per iniziativa delle cinque principali imprese sul mercato italiano: Altido, CleanBnB, Italianway, Sweetguest e Wonderful Italy. Su idealista/news le voci degli imprenditori che l’hanno fondata.

“La novità di questa associazione è che per la prima volta siamo riusciti a riunire le realtà imprenditoriali che operano con gli affitti brevi in maniera professionale, - osserva Marco Celani, presidente di Aigab e Ad di Italianway. “Attraverso questo strumento possiamo dare alle istituzioni un modo per monitorare il mercato e per far emergere il sommerso, ma allo stesso tempo anche agli imprenditori il mezzo per emergere e affermare il proprio ruolo di operatori professionali attraverso la creazione di una rete importante. Accanto agli operatori privati esiste infatti in Italia un gran numero di operatori locali che hanno raggiunto un buon livello professionale, sia quanto a dimensione che quanto a capacità tecnologica e gestionale. Per tutti costoro Aigab può essere un punto di riferimento e di forza per dialogare con le istituzioni”. Cosa che non è così scontata in un settore molto parcellizzato, dal momento che il business degli affitti brevi nasce principalmente come modo per i privati di mettere a reddito seconde case “di troppo”, trasformate in case vacanze o in affitti, brevi e meno brevi, con contratti non sempre al massimo della trasparenza.

“Oltre a creare un organo di rappresentanza, aggiunge il vicepresidente Aigab Michele Ridolfo, Ad di Wonderful Italy, - rappresentiamo anche un importante organo di studio per rilevare i trend di mercato del settore, il che è utile a noi imprenditori per comprendere le strategie da adottare, ma anche alle istituzioni per spiegare quanto valga questo mercato e cosa porti all’economia italiana”.

“Lo scopo dei property manager è sempre stato quello di far pesare di più il nostro settore, - commenta Francesco Zorgno, Ad di CleanBnB e consigliere Aigab, - ma non per porci in contrapposizione con gli albergatori tradizionali, bensì per affermare che esiste anche un tipo di offerta ricettiva diversa, la nostra, che è presente sul mercato in modo importante. L’obbiettivo è costruire un progetto di rilancio del settore turistico italiano che consideri i vantaggi degli affitti brevi anche dal punto di vista strettamente immobiliare. Fino ad ora non abbiamo potuto comunicare tutto questo in maniera forte, adesso è arrivato il momento di farlo, per poter ripartire di slancio dopo questo momento di crisi”.

“La percezione che si ha del settore degli affitti brevi è distorta, - osserva il consigliere Aigab Davide Ravalli, head of M&A di Altido, - e ciò è dovuto alla scarsa conoscenza del settore e del livello di professionalità che invece esiste in questo business. Gli operatori professionali generano volumi importanti di fatturato e di indotto quindi è evidente che non si parla più solo dell’industria del singolo che affitta casa propria in modo non professionale. Aigab si propone di far emergere questa industria e il suo valore, anche per l’erario, facendo sì che chi vuole entrare in questo mercato in modo professionale e nel rispetto delle normative abbia un ente che possa rappresentarlo in modo strutturato”.

La nuova creatura è stata accolta in modo più che positivo, sia da parte dei professionisti, che sentivano l’esigenza di veder riconosciuto il proprio ruolo, sia dal mondo politico parlamentare, in primis dal sottosegretario con delega al turismo Lorenza Bonaccorsi, che intravede in questo nuovo ente un modo per riportare alla luce un business che può diventare un vero fiore all’occhiello dell’economia italiana.  

Cosa si potrebbe fare concretamente per aiutare questo processo? “Vanno chiarite le regole e le logiche che possono far emergere il business,- osserva Ravalli, - innanzitutto spiegando alle istituzioni quali logiche e quali trend si creano nel mercato innescando la produzione  di valore”.

Secondo Celani la creazione di un quadro normativo chiaro e valido per ogni regione d’Italia è centrale per poter impostare una strategia di crescita. “Occorre una regolamentazione unica di settore, la creazione di un apposito codice Ateco, l’obbligo di un codice per ogni unità abitativa in affitto e in genere il riconoscimento del turismo in appartamento come settore strategico tanto quanto quello in hotel: si tratta infatti di due offerte che non sono concorrenziali ma si completano, rispondendo a due tipi diversi di domanda”.

“In un momento come quello presente si è notato come il modello di business degli affitti brevi possa essere un plus per il turismo, rispondendo ad una domanda di privacy e di flessibilità che si è imposta con la pandemia, - è il parere di Zorgno, secondo cui proprio questo potrà essere il punto di partenza per il rilancio del turismo post-Covid dal momento che ancora a lungo si avrà richiesta di location appartate e sicure per trascorrere i propri periodi di vacanza. “La necessità di modificare anche all’ultimo momento tariffe e modalità di soggiorno, la richiesta di spazi dedicati alle famiglie ma anche per lo smart working o per trascorrere periodi di isolamento fiduciario ormai è all’ordine del giorno. Già durante il primo lockdown abbiamo potuto riscontrare questo cambiamento della domanda: ora siamo pronti a fronteggiarla in maniera strutturata”.

Il settore degli affitti brevi dunque non teme il Covid. Per Zorgno “Il secondo lockdown non ci danneggia più di tanto, dal momento che in questa stagione la domanda turistica era comunque poco dinamica. Adesso abbiamo però modo di rifocalizzarci sugli spostamenti necessari e legati all’emergenza”.

Anche secondo Davide Ravalli l’hospitality non alberghiero sarà il trend più richiesto con la ripresa della domanda turistica. “Con il Covid si è creata una domanda per sistemazioni che permettano maggiore privacy, contatti ridotti con altri ospiti, meno spazi comuni. L’alloggio in affitto breve costituisce quindi strutturalmente una tipologia ricettiva che risponde al trend presente e futuro e potrà consentire al settore turistico di riprendersi velocemente. Per questo è stato importante creare Aigab proprio in questo momento, per poter gestire la ripresa con la maggiore trasparenza possibile”.

Quali trend si profilano nei prossimi mesi per il settore degli affitti brevi? “Nel breve periodo occorre necessariamente rassegnarsi, - è il parere di Ridolfo. – Il lockdown non consente spostamenti quindi potremo approfittare del momento per fare manutenzione nelle abitazioni. Nel medio lungo periodo, tuttavia, ci aspettiamo una ripresa della domanda come e anche più forte di prima. Già quest’estate abbiamo riscontrato che gli ospiti, dopo il lockdown, tornano, e tornano con più voglia. Prevediamo quindi una espansione della richiesta per sistemazioni gestite professionalmente, con sanificazione a norma, privacy e sicurezza. Le città d’arte potrebbero avere maggiori difficoltà di ripresa, ma le località di mare e montagna potrebbero avere una espansione notevole nei prossimi mesi”.

Un trend da sfruttare nel breve periodo è quello dello smart working, da conciliare con la didattica a distanza dei figli. “La locazione breve può venire in aiuto in una situazione come questa, - afferma Ridolfo, -  una seconda casa si può affittare a chi abbia esigenza di fare smart working in sicurezza, consentendo anche in questo periodo di mettere a reddito una seconda casa”.

10-11-2020

Cancellazione della seconda rata Imu 2020 nel decreto Ristori bis

Cancellazione della seconda rata Imu 2020 nel decreto Ristori bis. Dopo le esenzioni del decreto Ristori, anche nel nuovo provvedimento viene cancellato il saldo di dicembre per le categorie maggiormente colpite dal Dpcm del 3 novembre 2020.

L'articolo 5 del decreto Ristori Bis, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, prevede infatti la cancellazione della seconda rata dell'Imu 2020  per quegli immobili e le relative pertinenze dove si svolgano le attività riferite dai codici ATECO riportati nell'allegato 2 del suddetto decreto.

La cancellazione della seconda rata Imu per tali immobili è prevista a condizione che

  •  i relativi proprietari siano anche gestori delle attivita' ivi esercitate
  • gli immobili siano ubicati nei comuni delle aree del territorio nazionale, caratterizzate da uno scenario di massima gravita' e da un livello di rischio alto, individuate con ordinanze del Ministro della salute adottate ai sensi dell'articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 novembre 2020 e dell'articolo 30 del presente decreto.
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